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Assertività

Essere assertivi vuol dire comunicare in modo positivo creando relazioni efficaci. Non c’è un vincitore, è una relazione alla pari, in cui ognuno vince in termini di guadagno sociale. Scambio e positività, flessibilità e apprendimento, emozioni durature e benefiche. Che ci vuole? Qualcuno potrà dire: tutta la buona intenzione di portare un messaggio di pace. Competenza? La più grande, ossia quella di scegliere l’atto più adeguato alla circostanza che si sta vivendo. In quale contesto? A seconda dell’interlocutore, dell’ambiente, della propria scelta di Vita. Obiettivo è la parola che domina, rispetto a casualià e abitudine. Anzi cattiva abitudine. E fai a te stesso poi un complimentoto ogni volta che la tua azione ha prodotto la “buona azione”: e lo sai quando ti senti bene, soddisfatto, cioè quando ricevi un feedback benefico, fosse anche solo un sorriso.

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Nuovo libro sulle donne

 

La donna forte, carismatica e consapevole è la protagonista, attrice principale, vincente e assertiva nelle relazioni sociali e familiari. A lei si rivolge l'autrice, nei suoi diversi ruoli, con tono confidenziale di chiacchiera affettuosa seppur professionale. "Comunicanzone" è il neologismo creato per definire la capacità di comunicare, creando relazioni armoniche con figli, partner e nell'ambito del lavoro. I tre racconti che attraversano il saggio, sono il respiro metaforico, a supporto degli argomenti di fondo: psicologia, coaching e programmazione neurolinguistica. Questo libro può essere definito una sorta di manuale d'amore per affinare il proprio repertorio comportamentale che favorisce superamento delle difficoltà relazionali, un sincero incoraggiamento alla positività... con sentimento.

La donna forte, carismatica e consapevole è la protagonista, attrice principale, vincente e assertiva nelle relazioni sociali e familiari. A lei si rivolge l’autrice, nei suoi diversi ruoli, con tono confidenziale di chiacchiera affettuosa seppur professionale. “Comunicanzone” è il neologismo creato per definire la capacità di comunicare, creando relazioni armoniche con figli, partner e nell’ambito del lavoro. I tre racconti che attraversano il saggio, sono il respiro metaforico, a supporto degli argomenti di fondo: psicologia, coaching e programmazione neurolinguistica. Questo libro può essere definito una sorta di manuale d’amore per affinare il proprio repertorio comportamentale che favorisce superamento delle difficoltà relazionali, un sincero incoraggiamento alla positività… con sentimento.

 

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Donne Profondamente attraenti

solo scarpe rosse

DONNE profondamente attraenti

Come le donne pensano, sentono, parlano e agiscono.

Il pensiero femminile è sicuramente influenzato dalla cultura, età, e condizione sociale. E dobbiamo comunque generalizzare a meno che io come coach, psicoterapeuta, non vi racconti le storie private di Elena, Annalisa, Roberta o….

Non vi parlerò nemmeno di femminicidi, massacri e violenze, aberrazioni varie di cui anche la TV ci inonda.

Che sono purtroppo per mano maschile e conseguenza gravissima della confusione che sia gli uomini che le donne perpetrano giornalmente senza valutare che il costo della risposta è grave per tutti.

Confusione di ruoli, aggressività coltivata fin da bambini, subita e infine restituita, “dislocata” come si dice (fai pagare ad altri ciò che hai subito), fatta scontare prima o poi.

Era una persona normale….dicono, sembrava tanto innamorato della moglie…., e poi diventa un pazzo scatenato che fa stragi. Come mai? Non crediamoci, non è davvero all’improvviso. Tutto ciò è reazione, conseguenza di abusi subiti, non risolti e consumati da piccoli tra le pareti domestiche, insoddisfazione, incapacità di reagire allo stress, alle fatiche del mondo, alla fame di tutto.

Piuttosto parlo di una donna che nella condizione di vita sociale media italiana, che è quella a cui meglio posso fare riferimento, trova una qualche collocazione come madre, moglie, compagna, lavoratrice,  innamorata a volte  del suo uomo.

Qualcuno dirà se lui la vuole, se non la tradisce, se non l’ha appena abbandonata, se corrisponde, se la rispetta. Diciamo anche che sia viceversa.

Perché la bilancia pesa in uguale misura.

Certo è che infine, ciò che vediamo è un mondo maschile aggressivo e violento, quello che uccide. Che le donne si possano meglio conoscere e difendere, se l’educazione sarà mai intesa e agita in questo senso.

Imparare a farsi rispettare e ad essere culturalmente forti, valorizzarsi, dare valore agli altri, usare un linguaggio davvero femminile…….,educato, appropriato, non  sguaiato, e non violento.

Mamme, insegnanti, che educano e insegnano l’ambizione ad essere, oltre che belle e magre, ben vestite, anche equilibrate, ad avere obiettivi forti, a coltivare valori di vita, a sognare, a diventare donne, coi tacchi a spillo e, attraenti profondamente.

 

 

 

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Violenza, aggressività dislocata, sport.

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Cosa c’entra la violenza con lo sport.

Cosa c’entra la guerra tra”tifosi” con i cosiddetti svaghi.

Cosa c’entra ammazzarsi per un pallone?

Cosa c’entra la criminalità organizzata col campionato?

Domande ingenue a cui mi piacerebbe che rispondessimo con un coro di: “ne abbiamo abbastanza”.

 

Le ragioni che sottintendono tutto ciò sono da cercare altrove forse…. E non nel piacere di giocare, divertirsi e distrarsi, forse nello scambio di favori, intrallazzi e scommesse, forse nella mera voglia di far scontare a qualcuno quello che si soffre a casa, nei vicoli dei quartieri malfamati, nelle retrovie di un potere che non arriva a farsi conoscere chiaramente, oppure che non conviene far uscire allo scoperto. O nelle squadre di teppisti organizzati che soffrono le regole e il vivere civile.

Luoghi comuni, anche banali, se non partecipi al gioco, al loro, se non condividi una società nascosta che parallela si muove per distruggere quello che le formichine a fatica costruiscono.

M’interrogo su ogni singola emozione che mi suscita la guerriglia di domenica fuori dallo stadio, le intere trasmissioni dedicate all’argomento e sul bisogno oggi di far notare che nessuna donna era presente o coinvolta nei fatti criminosi, se non come testimone o aiutante in campo.

Allora viene facile dire “ma certa aggressività è maschile”?  Perché?

Da dove nasce?

Cosa possiamo fare anche noi donne per bilanciare uno spettacolo così disumano.

Siamo toccati, vero, e tuttavia anche conniventi, oso dire.

Sopportare biecamente è una partecipazione aggressiva, silenziosa.

Mi permetto allora di proporre con forza: parliamone, educhiamo i figli alla non violenza, al non bullismo, alla non passività, e invece: all’assertività, alla manifestazione onesta delle proprie opinioni, sentimenti, alla PACE e alla tolleranza, secondo un modo di pensare, agire, e partecipare alla vita sociale che faccia da contrappeso, sensibile e sostenibile a questo degrado che ci circonda.

 

 

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UN MONDO DI BUGIE

AIUTO! VIVIAMO IN UN MONDO FATTO DI BUGIE.b_come_bugia

Home › Magazine › 2012 › Novembre › Aiuto! Viviamo in un mondo fatto di bugie.

Sembra essere il male del secolo… secondo un recentestudio americano ci vengono dette fino a 200 bugie al giorno! Viviamo praticamente in un flusso di informazioni false: mentiamo per guadagno, convenienza, abitudine o anche per il piacere di farlo. Ma non tutti siamo in grado di vivere tranquillamente con le bugie: c’è chi le soffre psicosomatizzandole e chi invece ne trae sollievoMa quali sono i meccanismi alla base delle bugie? Lo abbiamo chiesto a Grazia Paolino GeigerPsicoterapeuta cognitivo-comportamentale e Professional Certified Coach, che ci ha spiegato quali sono i processi che si celano dietro la diffusione delle bugie.

Esiste una psicologia della bugia?
Certo è quella della fuga, della PAURA, dell’evitare di affrontare le conseguenze, è il rinforzo negativo, cioè la riduzione dell’ansia a breve termine che poi si ripropone, inevitabilmente. È un atteggiamento di EVITAMENTO cognitivo, emotivo e comportamentale, oltre al considerevole sollievo fisiologico che permette di scappare a gambe levate dalle responsabilità.

E’ vero che anche i bambini le dicono, imparando presto a gestirle?
Sono maestri in questo, fantasiosi e creativi, INVENTANDO un mondo parallelo che li alleggerisce dalla punizione dell’adulto. Anche perché ai bambini l’accesso ai loro sogni e alle realtà PARALLELE viene spesso, e fino ad una certa età, ancora permesso.

È vero che la mamma è il bersaglio maggiore delle bugie?
Se è punitiva ed eccessivamente rigorosa, se le merita. Meglio stabilire una relazione di confidenza, di regole certo, e non solo di punizioni o di NO, come a volte accade. Equilibrio, né troppo, né troppo poco, per lasciare al bambino la facoltà di esprimere la sua vera personalità che non è quella della madre e nemmeno quella del padre.

Ho letto di una ricerca dell’Università di Notre Dame (Indiana) secondo la quale dire bugie può favorire disturbi come mal di testa e raffreddori, ma anche l’insorgere di stati di malinconia o di depressione. Dunque dire le bugie fa stare male e produce stress?
Potrà essere per esempio che il PESO della bugia dichiarata, se questa fosse  IMPORTANTE  nella economia della vita della persona, E INVALIDA la vita di coppia, le relazioni familiari, l’ambiente di lavoro, allora il silenzio, la repressione di una verità, o la dichiarata BUGIA che solo chi la dichiara conosce, potrà essere causa di malessere anche fisico. Sicuro, e non c’è da meravigliarsene, la confessione ha radici profonde nel senso della liberazione di un segreto che a volte diventa, a seconda del peso, insopportabile da trattenere. Quindi repressione di una verità o la bugia, da RICORDARE E MANTENERE NEL TEMPO per non essere scoperti, sarà fonte di possibile malessere anche fisico.

Si nasce bugiardi?
No, si nasce invece con un mondo da conoscere ed esplorare. Si diventa più o meno bugiardi, e allenarsi ad esserlo potrebbe essere vantaggioso per coloro che si sforzano con insuccesso di essere ONESTI a tutti costi, creando a volte degli scompigli infernali. Perché dichiarare a tutti i costi una verità bruciante e lacerante?

Esiste anche una categoria di persone che amano scientemente dire bugie? Come e quando una bugia si trasforma in piacere? 
Se la voglia è di farla franca, soddisfare il bisogno di avere potere sugli altri, di mettere in ridicolo (senza dirlo), di dirsi che è “uno giusto” secondo i suoi parametri: potrebbero essere queste le motivazioni per diventare un bugiardo cronico e felice anche di esserlo.

Per approfondimenti:
Mentire? Un vero stress!
Come mentire: scopri i segreti dei grandi bugiardi.
Il romanzo: “Il profumo delle bugie” di Bruno Morchio.

Per scrivere alla redazione magazine@cinecittadue.com

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Pasqua e Rinascita: Uovo di cioccolato e altro.

pasquaA cosa ti fa pensare la Santa Pasqua? Gioia, allegria, riti sacri, la Passione. La sofferenza,  anche, la Via Crucis. Come quando in certi momenti della vita ti senti proprio un Cristo in croce….. sofferenza che deriva da momenti di disagio profondo, di  buio, momenti che faticano a scomparire, e poi seguiti inevitabilmente dalla Luce.

L’uovo: simbolo pagano, esoterico, di nascita e rinnovamento.

Il guscio si rompe per dare origine ad un altro essere, l’uovo nel corpo della donna che genera dopo la fecondazione, e l’utero, un altro grande uovo che contiene il feto; quando le acque si “rompono” ecco la nuova vita.

La Resurrezione Cristiana che sia anche Resurrezione umana dunque di chi  vuole chiudere un ciclo e ne vuole aprire uno nuovo. Tutto ciò solo dopo aver compreso sulla pelle che è solo toccando il fondo  che si desidera fortemente  la risalita.

Che siano dunque per questa Pasqua le uova di cioccolato, le più dolci e gustose del mondo, e con la speciale sorpresa che TU sogni.

Un caro specialissimo augurio di Buona Pasqua a tutti voi.

 

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Allenamento e Recupero

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Parola di trainer

 

Palestra tutta la settimana? Correre un’ora al giorno? Allenarsi sempre? Sport quando e come? Non perdere occasione per fare flessioni? Parla il personal trainer Luca Pistocchi che afferma: “In realtà il recupero è un aspetto fondamentale nell’allenamento di uno sportivo – non certo di un atleta che fa del suo allenamento una vera e propria professione – ma ci riferiamo ad una persona che desideri mantenere una sorta di sano equilibrio psico-fisico, tutto ciò coerente con età, professione, e stato di salute. Consideriamo che dobbiamo tenere a mente un triangolo equilatero dove alla base c’è il RECUPERO e ai due lati una sana alimentazione (5 pasti al giorno) e l’allenamento.  La fase di recupero risulta essere quindi  fondamentale,  dato che un allenamento eccessivo,  che superi cioè le 3 – 4 volte a settimane, porta ad una regressione del livello della massa magra. Ciò dovuto al fatto che nonostante alcune errate convinzioni, un recupero (riposo, sonno)  non  adeguato, non favorisce alla fine un buon risultato. Il tono muscolare infatti verrà penalizzato, a causa della secrezione di cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress, che una volta in circolo, impedisce gli adattamenti positivi che l’allenamento deve garantire. Dunque, buon allenamento e soprattutto, un buon recupero a tutti!