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Assertività

Essere assertivi vuol dire comunicare in modo positivo creando relazioni efficaci. Non c’è un vincitore, è una relazione alla pari, in cui ognuno vince in termini di guadagno sociale. Scambio e positività, flessibilità e apprendimento, emozioni durature e benefiche. Che ci vuole? Qualcuno potrà dire: tutta la buona intenzione di portare un messaggio di pace. Competenza? La più grande, ossia quella di scegliere l’atto più adeguato alla circostanza che si sta vivendo. In quale contesto? A seconda dell’interlocutore, dell’ambiente, della propria scelta di Vita. Obiettivo è la parola che domina, rispetto a casualià e abitudine. Anzi cattiva abitudine. E fai a te stesso poi un complimentoto ogni volta che la tua azione ha prodotto la “buona azione”: e lo sai quando ti senti bene, soddisfatto, cioè quando ricevi un feedback benefico, fosse anche solo un sorriso.

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Nuovo libro sulle donne

 

La donna forte, carismatica e consapevole è la protagonista, attrice principale, vincente e assertiva nelle relazioni sociali e familiari. A lei si rivolge l'autrice, nei suoi diversi ruoli, con tono confidenziale di chiacchiera affettuosa seppur professionale. "Comunicanzone" è il neologismo creato per definire la capacità di comunicare, creando relazioni armoniche con figli, partner e nell'ambito del lavoro. I tre racconti che attraversano il saggio, sono il respiro metaforico, a supporto degli argomenti di fondo: psicologia, coaching e programmazione neurolinguistica. Questo libro può essere definito una sorta di manuale d'amore per affinare il proprio repertorio comportamentale che favorisce superamento delle difficoltà relazionali, un sincero incoraggiamento alla positività... con sentimento.

La donna forte, carismatica e consapevole è la protagonista, attrice principale, vincente e assertiva nelle relazioni sociali e familiari. A lei si rivolge l’autrice, nei suoi diversi ruoli, con tono confidenziale di chiacchiera affettuosa seppur professionale. “Comunicanzone” è il neologismo creato per definire la capacità di comunicare, creando relazioni armoniche con figli, partner e nell’ambito del lavoro. I tre racconti che attraversano il saggio, sono il respiro metaforico, a supporto degli argomenti di fondo: psicologia, coaching e programmazione neurolinguistica. Questo libro può essere definito una sorta di manuale d’amore per affinare il proprio repertorio comportamentale che favorisce superamento delle difficoltà relazionali, un sincero incoraggiamento alla positività… con sentimento.

 

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Donne numero uno

978-88-481-2795-001

 

Descrizione

Dedicato alle donne, per le donne, di qualsiasi età, ciò che segnala fortemente questo libro è la metafora del conoscersi, migliorarsi per diventare più forti, assertive, e anche flessibili e seduttive.

Una piccola, ricca valigia di risorse pratiche, sostenute da elementi di psicologia e di coaching, ambiti che si intrecciano in un’ alternanza di possibilità, allo scopo di offrire momenti introspettivi, e di benessere generale. Il sorriso e la positività, sono anche ingredienti necessari per il percorso dentro e fuori di sé, per diventare protagoniste, per essere una donna numero uno, che vive al meglio delle proprie possibilità, continuamente protesa verso il suo continuo sviluppo, stimolante per sé e per chi le vive intorno. Sette sessioni ricche di esercizi metaforici che condurranno a modificazioni a breve e a lungo termine.

“… capacità di comunicare direttamente con accoglienza e compassione ai nostri cuori è una delle principali qualità di Grazia Geiger che, con questo testo e con la sua sapienza, ci guida dentro, un po’ più a fondo della ben difesa mente che vorrebbe allontanare il sentimento autentico dalla ricerca di noi.” – Dalla prefazione

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Metafora da Coach: IL TEMPO

“Metafora da Coach ”

Il Tempo

 

C’era una volta una città tanto rumorosa e popolata da migliaia di abitanti molto, molto nervosi. In questa città le persone correvano e correvano senza mai fermarsi,  avevano a disposizione solo 4 ore per dormire, dato che  gli orologi segnavano16 e non 24 ore. Questo era stato un sortilegio che molti anni prima questi abitanti avevano dovuto subire poiché non avevano rispettato le Leggi della Natura. Quindi oggi, per poter  far fronte ad ogni tipo di incombenza, gli abitanti della città erano obbligati a fare tutto più in fretta di quanto non fosse loro stato concesso in passato. Anche i bambini dovevano seguire i propri genitori e andavano a lavorare fin da piccoli per poter correre dietro al Tempo, col risultato che erano sempre più stanchi e tristi, proprio perché non giocavano più. Così a causa di questo ritmo frenetico che tutti, grandi e piccoli avevano imparato, lo Stress, Signore e Padrone di ogni cosa, governava sovrano la città.

Finché un giorno, da un’altra civiltà, non sono apparsi i Saggi, che, nascosti tutti gli orologi, hanno promesso di restituirli, una volta che la popolazione avesse finalmente imparato la lezione.

Il Ritmo nuovo, regolato da Luna, Stelle e Sole ha restituito Calma e Tranquillità ai poveri stressati. Ristabilita così la Serenità e il Nuovo Ritmo, e dopo aver inserito come obbligatorio per un’ora al giorno, il gioco delle costruzioni e delle bambole per gli adulti, è avvenuta ufficialmente la  consegna dei nuovi orologi, questa volta con le  24 ore  tutte a disposizione.

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A Spetses in Grecia… il tempo

A Spetses

A Spetses, isola greca nell’Egeo, il tempo lo cadenza lei, l’isola. Sonnecchia finché carrozzelle, motorini, i pochi taxi, non la animano. La prima volta: non la conoscevo e quindi l’ho esplorata, quando solo dopo alcuni giorni (tre di preciso) mi sono sentita accettata. Come se il messaggio fosse arrivato una mattina al risveglio: sei benvenuta! mi sono sentita dire. Cosi con maggiore sicurezza ho deciso di conoscerla attraverso le sue spiagge.  Ho percorso i 27 km tutto intorno passando attraverso foreste di pini  sulla destra, mentre sulla sinistra mi accompagnava il mare blu zaffiro.  Pini sulla sabbia, mai visti prima, è uno dei paradossi che incontri a Parasakavi,  incastrata tra due basse scogliere. Poi i profumi, gelsomini, rosmarino, siepi odorose, ventate odorose di limoni e fichi, basilico, quello piccolo. Mi colpiscono e mi attraversano quando l’aria e il sole sono più veloci della mia moto a quattro ruote, blu anche lei. Con i calamari fritti e l’insalata greca, senza formaggio, solo per non eccedere, mi sto godendo la vista del mare,  proprio sul porto a un metro dal piccolo mercato del pesce. Sono le 15,  lo scopro dopo, non me ne sono accorta, ho fame e mi sono seduta al ristorante. Qui il tempo prende un ritmo suo, le spiagge si animano all’ora del pranzo nostro convenzionale, e va bene così, perché nessuno si urta o ti dice scusi la cucina è chiusa.  Il mio riferimento per tornare  a casa sulla collina  è un vecchio palo della luce marrone altissimo a cui sono avvoltolati tanti fili della corrente, ed un’aiuola di ulivi sulla mia destra il cui tronco è  dipinto a metà di bianco. i primi due giorni li ho trascorsi a perdermi, perché le strade non hanno un nome, né ci sono segnali stradali. Buona metafora…ci vuole del tempo prima di conoscere un luogo. Devi imparare le regole, dovunque tu vada….qualcosa mi risuona. Così in questo modo, tra Aya marina, il vecchio porto, la spiaggia di Anargyry, ho continuato a cercare le mie ispirazioni, perché a questo mi serviva l’isola. E mi chiedo: chissà se io sono servita a lei?